Gli eventi ibridi e virtuali sono notevolmente cresciuti negli ultimi anni e, superata l’emergenza pandemica, hanno saputo confermarsi come la tipologia di evento che risponde meglio alle nuove esigenze della società.
Non serve essere necessariamente “Millennials” o appartenere alla “Gen Z” per accorgersi di come le nuove abitudini portino a vivere in una dimensione di interscambio continuo tra online e offline.
Ripensare al modo in cui il marketing dovrà evolversi in base al cambiamento delle abitudini di acquisto ha richiesto in tempi più recenti la necessità di integrare l’elemento digitale, sempre più dominante, al desiderio dei consumatori di mantenere le radici con la componente fisica della loro esperienza; si è aperta, così, la strada al marketing “phygital”.

Applicato in via prioritaria al settore della vendita al dettaglio, impegnato a mantenere vivo l’interesse del cliente nonostante la concorrenza dell’E-commerce, il “phygital” marketing si concretizza come una strategia mirata a fornire al consumatore un’esperienza simbiotica e sensoriale scaturita dalla combinazione tra fisico e digitale. Innumerevoli sono, infatti, gli esempi di come il marketing phygital sappia riportare l’esperienza sensoriale dello shopping in un negozio fisico: dall’utilizzo di App e codici QR, a strumenti di realtà aumentata e meccanismi di tracciamento per collegare oggetti fisici a contenuti digitali.
Il Phygital Marketing si dimostra un potente strumento anche per coinvolgere i clienti negli eventi B2B.
Il 2020 ha, infatti, determinato un cambiamento significativo per il comparto dell’organizzazione degli eventi e la sperimentazione di nuovi formati – come i live streaming e le dirette social – hanno portato l’elemento digitale ad essere il protagonista della “meeting industry”.
In un’ottica volta a considerare il digitale come ormai totalmente integrato, la direzione intrapresa dagli eventi – nei suoi format più evoluti – è quella di offrire esperienze “on life” in cui il momento centrale dell”incontro” è affiancato ad un processo parallelo che coinvolge l’intera community online chiamata ad interagire attraverso discussioni, scambi di informazioni confronti e approfondimenti legati all’evento stesso.
Il “phygital” marketing contribuisce a far evolvere gli eventi in termini di qualità organizzativa e di contenuti: da pop-up in occasione di festival locali, mostre o eventi di settore fino ad azioni rivolte a favorire il team building (canali social, creazione di un blog e newsletter, videoconferenze, e programmi di benessere per i dipendenti) e alla creazione di booth interattivi alle fiere.
Questi ultimi, guidati da una dinamica di reciprocità premiante per incentivare lead generation ed engagement nel proprio spazio fisico, sono il risultato di come la combinazione tra creatività, tecnologia e media possa originare nuove modalità per connettere i marchi al loro pubblico grazie a una proposta commerciale più efficace, coerente e competitiva.
Modalità espositiva di forte innovazione il “booth interattivo” ha il chiaro obiettivo di strutturare e rafforzare l’interazione tra l’azienda e i suoi ospiti.
Il visitatore può, infatti, interagire con particolari aree e prodotti esposti ed accedere alle informazioni annesse sfruttando le innovazioni tecnologiche messe a disposizione (come machine learning, il voice recognition, ologrammi e big data) alla ricerca di nuove esperienze di dialogo.

Mentre le misure Covid-19 hanno rimodellato il modo di condurre gli affari è prevedibile che il marketing phygital – soprattutto in alcuni settori quali servizio clienti, comunicazione e intrattenimento – sia destinato ad una forte crescita, come prospettato nei congressi medico-scientifici e dalle attività ispirate al gaming fino a soluzioni tecnologiche sofisticate di spettacolarizzazione quali esperienze immersive, proiezioni su larga scala, display interattivi, realtà virtuale e aumentata.
La parola d’ordine rimane, sempre, “interattività” finalizzata a fornire informazioni di precisione (grazie a chatbot sempre più sofisticati) ma anche proiettata al suo obiettivo più sfidante : la capacità di produrre contenuti customizzati che esplorino diversi livelli di servizi sulla base di offerte commerciali differenti e non solo.
Una direttiva importante e quanto mai attuale considerate le alte aspettative di coinvolgimento dei partecipanti agli eventi in epoca moderna.
